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Nel testo " Quistello nei secoli andati" d'Ugo Ruberti del 1979, si narra che fosse presente nei nostri luoghi , un castello donato ai frati benedettini dell'Abazia di S. Benedetto Po , nel 1007 da Teodoaldo di Canossa, insieme alla corte e alla chiesa del paese. La costruzione si trovava nella parte più occidentale del comune detta "delle fosse" per i fossati che la cingevano. Attorno al castello iniziò ad erigersi il borgo che come appare dai primi documenti era chiamato: CUSTELLO.
L'origine del toponimo del paese non è ancora chiara perché nell'arco degli anni molti sono stati i possibili appigli.

 
 
 

Il castello nei primi trecento anni di governo dei benedettini era oggetto di numerosi saccheggi , così l'Abate Rodolfo pensò di incaricare tramite investitura , Lodovico III° di Gonzaga , della difesa del castello e delle sue terre. Egli, interessato alla posizione veramente interessante dell'edificio per il controllo del territorio a sud delle proprietà gonzaghesche, sfruttò la situazione a suo favore. Lodovico, infatti, sistemò e ampliò tra il 1370/'80 le mura di cinta e i sistemi di difesa del castello spendendo una grossa cifra di denaro e l'Abate che non era certo in grado di restituire la somma dovette compensare con la cessione del castello e delle proprietà attigue al Gonzaga ed ai suoi eredi. L'unico obbligo che aveva "il Magnifico Lodovico" era la fornitura di cera annuale all'Abazia di S. Benedetto.
Il castello deve aver avuto un'innegabile importanza, aspetto formidabile e mirabile imponenza di fabbricati, torri (una grande "turris magna" e una nuova "turris nova"), un muro di difesa di perimetro alto dodici tredici braccia, (circa sei metri) che chiudeva tutto il quadrilatero entro il quale si trovavano la casa del vicario, le dimore del presidio e altre ancora, "per quanto ne dice il documento della prima investitura".

 
 
 

I Gonzaga possederono così il castello fino al secolo XVII° (1708) quando fu abbattuto per vetustà per editto austriaco, ma il borgo antico che era sorto attorno alla grande costruzione ancora oggi influenza la conformazione urbanistica del centro storico.
Nel 1734 il paese è testimone delle guerra di secessione polacca; gli storiografi francesi la chiamano "echec de Quistello" , perché gli austriaci riuscirono a prendere di sorpresa l'accampamento del generale Broglie che riuscì a stento a fuggire verso quello alleato dei Sardi dopo aver attraversato il Secchia.
Dopo il 1734, il nostro paese segue la storia di tutti gli altri comuni della provincia di Mantova.

 
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