|
|
|
Il castello nei primi trecento anni di governo dei benedettini era oggetto di numerosi saccheggi , così l'Abate Rodolfo pensò di incaricare tramite investitura , Lodovico III° di Gonzaga , della difesa del castello e delle sue terre. Egli, interessato alla posizione veramente interessante dell'edificio per il controllo del territorio a sud delle proprietà gonzaghesche, sfruttò la situazione a suo favore. Lodovico, infatti, sistemò e ampliò tra il 1370/'80 le mura di cinta e i sistemi di difesa del castello spendendo una grossa cifra di denaro e l'Abate che non era certo in grado di restituire la somma dovette compensare con la cessione del castello e delle proprietà attigue al Gonzaga ed ai suoi eredi. L'unico obbligo che aveva "il Magnifico Lodovico" era la fornitura di cera annuale all'Abazia di S. Benedetto. Il castello deve aver avuto un'innegabile importanza, aspetto formidabile e mirabile imponenza di fabbricati, torri (una grande "turris magna" e una nuova "turris nova"), un muro di difesa di perimetro alto dodici tredici braccia, (circa sei metri) che chiudeva tutto il quadrilatero entro il quale si trovavano la casa del vicario, le dimore del presidio e altre ancora, "per quanto ne dice il documento della prima investitura". | |
|